Corsa al rialzo negli imballaggi flessibili

Nel primo trimestre dell’anno raggiunti livelli record nei costi di materie prime e film da imballaggio con incrementi a doppia cifra nell’arco di pochi mesi.

14 giugno 2022 08:55

imballaggio flessibilecosti dei materiali utilizzati nella produzione di imballaggi flessibili – materie plastiche, alluminio, carta, adesivi e inchiostri – continuano nella loro corsa al rialzo e hanno toccato livelli record nel primo trimestre dell’anno, senza per altro accennare a ridimensionarsi, a causa della continua pressione legata all’impennata dei costi energetici, unita ad altri fattori esterni come la guerra in Ucraina e i disagi nella logistica.

L’allarme arriva dall’associazione europea del comparto, Flexible Packaging Europe (FPE), che cita alcuni esempi tratti dagli indici elaborati da Wood Mackenzie e ICIS.
Il film BOPP da 20 micron ha registrato un incremento di costo del +45% tra gennaio e marzo ed è addirittura raddoppiato nel confronto con il primo trimestre 2021.
Il film PET da 12 micron registra un incremento del +47% nei primi tre mesi e del +50% rispetto a un anno fa, mentre il BOPA da 15 micron vede un rincaro del +33% tra gennaio e marzo e del +44% in 15 mesi.
Anche il foglio di alluminio sottile destinato alla trasformazione ha fatto un balzo del +67% nel trimestre con un incremento del +75% in più rispetto ai valori di fine 2020.
La situazione non cambia considerando le materie prime: le quotazioni di LDPE e HDPE sono ancora ben al di sopra dei livelli registrati alla fine del 2020, rispettivamente del +75% e +54%.

prezzi imballaggio flessibile

“I prezzi dei substrati hanno continuato a salire drasticamente nel primo trimestre, principalmente a causa dei rincari energetici – nota David Buckby, Senior Analyst di Wood Mackenzie -. Anche la limitata disponibilità di materie prime ha favorito l’aumento dei prezzi, che è andato peggiorando a causa delle continue sfide logistiche globali. Il costo elevato e l’imprevedibilità delle importazioni hanno fatto sì che i produttori europei siano stati in generale pieni di commesse, alcuni al massimo delle loro capacità e non più in grado di accettare nuovi ordinativi”.

imballaggio flessibile“I tempi di consegna del foglio di alluminio nel primo trimestre sono passati da due e cinque mesi – aggiunge -. Per la carta, le consegne richiedono da due a tre mesi, rispetto a una tempistica che variava da quattro a sei settimane. L’entità dell’aumento dei prezzi cambia da fornitore a fornitore, fortemente legata agli aumenti precedenti e anche le tempistiche sono variabili. Alcuni produttori che avevano fatto passare sostanziali sovrapprezzi energetici e aumenti di prezzo nel quarto trimestre dello scorso anno, hanno attuato rincari moderati o addirittura roll-over nei primi mesi del 2022”. “L’invasione dell’Ucraina ha portato ulteriore incertezza in uno scenario già molto critico” aggiunge Buckby.

Flexible Packaging Europe stima il perdurare di una forte domanda per tutti i materiali flessibili, perché i settori a valle mostrano indici tutt’ora positivi. “Tuttavia – afferma l’associazione – si riscontra un generale rallentamento nel ritmo di crescita, che potrebbe alleggerire un po’ la pressione sulle scorte già limitate di materie prime e prodotti ausiliari, come adesivi e inchiostri. Gli aumenti dei costi di logistica e delle utenze hanno avuto e continueranno ad avere un ampio effetto sui costi di trasformazione per i produttori di imballaggi flessibili”. Dopo una breve pausa, i prezzi del petrolio stanno ora tornando a salire, e ciò potrebbe avere un riflesso negativo sul rallentamento dei continui rialzi dei prezzi delle materie prime utilizzate nel packaging flessibile.

Guido AufdemkampGuido Aufdemkamp (nella foto), direttore esecutivo di FPE, ritiene molto difficile prevedere come si muoverà il mercato nell’attuale scenario di incertezza. “La crescita della domanda di imballaggi flessibili in Europa è quasi certa – si sbilancia Aufdemkampm -. Per quanto gli aumenti dei prezzi possano incidere sui livelli di domanda, è improbabile che ciò accada, poiché le applicazioni di imballaggio rigido registrano aumenti anche superiori, dal momento che viene impiegato più materiale per produrli. Se a ciò si aggiungono le continue interruzioni della catena di rifornimento e i gravi problemi energetici, le prospettive sono incerte”. “Il conflitto in Ucraina e le sue conseguenze economiche in tutta Europa non si potevano né prevedere né prevenire – conclude -. Tuttavia, i produttori di imballaggi flessibili si sono già dimostrati resilienti in passato, fino alla recente pandemia; siamo quindi fiduciosi che il settore resterà in grado di soddisfare la domanda”.

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